Vanga Restrictus

Utilizzare correttamente qualsiasi Metal Detector

Questo è il primo articolo (spero di una lunga serie) di carattere tecnico che scrivo su questo sito. Saranno tutti molto brevi (per quanto possibile), semplici, e ricchi di illustrazioni esplicative.

Esco spesso con amici e clienti per una bella ricerca in compagnia ed è proprio in queste circostanze che mi rendo conto di quanto sia sottovalutata l’importanza della giusta spazzolata (tie pure la rima). E da qui l’intenzione di scrivere le righe successive.

Per capirci meglio dobbiamo definire (sopratutto per i neofiti) alcuni termini:

  • Spazzolata: Movimento continuo della bobina di ricerca da sinistra a destra e viceversa.
  • Passo: Lunghezza dei nostri passi.
  • Ampiezza: Ampiezza di un immaginario arco compiuto dalla bobina di ricerca.
  • Velocità: Tempo utilizzato per uno o più cicli della spazzolata.
  • Bobina o Piastra: Forma e Dimensione della piastra di ricerca.

Quasi tutti i metal detector dotati di tecnologia VLF (Very Low Frequency ) necessitano di un movimento continuo per l’individuazione dell’oggetto metallico. Questo moto deve essere eseguito in modo corretto.

Iniziamo quindi con il principio base. Per non lasciare oggetti in profondità la bobina deve essere sempre il più vicino possibile alla superficie del terreno come illustra l’immagine seguente.

Recuperare Centimetri

Distanza Piastra

Per lo stesso principio suddetto è necessario che durante la spazzolata la bobina di ricerca sia sempre parallela al terreno e mai inclinata. Vedi figura seguente.

Spazzolata Parallela Metal Detector

Per essere più chiari, la spazzolata non deve mai e poi mai essere simile al moto del pendolo (movimento oscillatorio). Vedi figura seguente.

Spazzolata a Pendolo Metal Detector

Non perdere Nulla

Dando per certo che gli argomenti sopra trattati siano ben chiari, procediamo con il concetto del passo. Questo deve essere rigorosamente breve, una lunga falcata aumenterà drasticamente le probabilità di lasciare sotterrati target interessanti. Ipotizzando che la nostra piastra colori di bianco il terreno durante le spazzolate (scia bianca), nella figura seguente possiamo notare come tutta l’area sia ben battuta, senza tralasciare nessun oggetto metallico (in figura tre monete da 50 centesimi).

Passo Corto

L’area coperta dalla bobina di ricerca con una falcata abbondante è ridotta. Nonostante le tre monete siano nella stessa posizione della figura precedente la piastra non passa sopra gli oggetti metallici e quindi nessun

Passo Lungo

Basta davvero fare dei piccoli passi per non lasciare indietro nulla? Per comprende meglio questo concetto dobbiamo soffermarci un secondo sul campo elettromagnetico emesso dalla bobina trasmittente. Senza entrare troppo nel dettaglio (argomento che tratteremo in seguito) questo sarà considerato e rappresentato con una forma conica con un alone bianco (Vedi figura seguente). Per praticità nella stessa figura avremo sia una vista laterale (sezione del terreno) che una vista dall’alto. Notiamo quindi che nonostante il passo corto rischiano di non fari mai incontrare il campo elettromagnetico con il nostro target in questo caso il nostro metal detector ci segnalerà in modo deciso la moneta da € 0,50 mentre la moneta € 1,00 restituirà un suono strappato o nella peggiore dei casi sarà muto.

Passo Corto Sezione

La risoluzione al problema su illustrato è piuttosto semplice. Basterà sovrapporre le nostre spazzolate riducendo ulteriormente il nostro passo.

Passo Spazzolata Sovrapposta

Ampiezza dello Swing

Come già detto sopra gran parte dei metal detector VLF necessitano di un costante movimento per segnalare un oggetto metallico. Per essere più precisi la bobina di ricerca percepisce i repentini cambi di segnale (il nostro target) e questo basta per capire l’importanza della velocità di spazzolata, una spazzolata eccessivamente lenta non produrrà una repentino cambio di segnale ed il vostro metal detector non lo interpreterà come target. La velocità è un valore strettamente legato all’ampiezza dell’arco che “disegniamo” muovendo la piastra (zone scure della figura successiva) sul terreno. Agli estremi di questi archi la velocità sarà pari a zero; essendo costretti a fermarci per il cambio direzione. La velocità limitata corrisponde ad una limitata variazione di segnale e quindi un segnale debole o addirittura filtrato dall’elettronica del nostro metal detector e quindi muto. Concludendo, dove possibile, una spazzolata ampia eseguita alla giusta velocità ci aiuta a non perdere target presenti in un virtuale corridoio esente da cambi direzione. Vedi figura seguente.

Spazzolata Ampia

Nel caso fossimo costretti ad eseguire una spazzolata molto stretta ad esempio in un bosco o in una zona con molti ostacoli, il corridoio utile sarà ancora più stretto (Vedi figura successiva). Per concludere dove sarà possibile eseguire sempre spazzolate con un arco ampio. (Nelle righe successive comprenderemo meglio l’importanza della velocità delle spazzolate.)

Mineralizzazione e Filtri Terreno

Nel paragrafo presente abbiamo visto come le spazzolate ampie aiutano a mantener una certa velocità. Velocità necessaria all’elettronica al fine di percepire la variazione del segnale. Per comprendere meglio l’argomento dobbiamo introdurre alcune nozioni di carattere tecnico.

Lo scopo di questo paragrafo è capire la correlazione che esiste e che esisterà sempre tra mineralizzazione, velocità, filtro del terreno e reattività. Vediamo di  comprendere meglio questi termini senza esagerare con i tecnicismi.

La mineralizzazione non è altro che la presenza di alcuni elementi nel terreno, questi posso essere di tipo salino, di tipo ferroso, o l’insieme dei precedenti. Queste tracce disturbano il nostro metal detector come se fossero dei veri e propri oggetti metallici.

Per ovviare al problema i metal detector in commercio adottato un piccolo stratagemma chiamato Filtro del terreno o Ground Filter, Filtro Passo Alto o Filtro Passa Banda. Questa elaborazione dati eseguita dell’elettronica basa la sua teoria proprio sulla velocità. L’immagine seguente illustra il segnale che percepisce la bobina passando su un terreno a bassa mineralizzazione. La quantità di mineralizzazione piuttosto nulla garantisce un picco di segnale unico e deciso proprio in corrispondenza della moneta. Per noi cercatori questa è la situazione ideale.

Bassa Mineralizzazione

Per comprendere ancora meglio il rapporto velocità, mineralizzazione e filtro terreno, dobbiamo capire cosa succede quando spazzoliamo il terreno con una forte presenza di mineralizzazione ferrosa. L’immagine successiva mostra il disturbo causato dal terreno mineralizzato che restituisce al nostro Metal detector dei continui falsi segnali;  il nostro metal detector sarà molto “nervoso”.  Ed è proprio in questa situazione che entra il gioco il filtro passa banda.

Alta Mineralizzazione

Il filtro Passa Banda, come dice il nome stesso, non fa altro che filtrare una determinata quantità di segnale facendone passare solo una porzione. L’immagine seguente mostra una situazione analoga alla precedente (alta mineralizzazione) ma con il filtro passa banda applicato (banda di colore grigio). Il risultato finale di tale calcolo è quello di annullare i disturbi dovuti alla mineralizzazione e restituire un solo segnale deciso (il nostro target). Il rovescio della medaglia sta proprio nella velocità di esecuzione della spazzolata e nelle prestazioni generali del nostro detector che saranno ridotte proprio per l’esecuzione dell’elaborazione dati che gli stiamo chiedendo svolgere. Esistono diversi tipi di filtri ed ognuno di questi richiede una determinata velocità. Per fare un esempio; filtri da 5 Hz richiedono una spazzolata lenta mentre filtri da 12,5 Hz richiedono una spazzolata più veloce. Un’esecuzione errata da parte dell’operatore renderà la mineralizzazione un target, e gli oggetti metallici risulteranno strappati (suono poco definito).

Filtro Passa Banda

Dimensioni della Bobina 

E finalmente siamo arrivato all’ultimo paragrafo di questo breve articolo, dove spiegherò velocemente come le diverse tipologie di bobine possano influire su tutto quello che abbiamo spiegato finora. Il mercato oggi offre un’enorme verità di prodotti che differiscono per dimensione, forma rotonda o ellitica, colore e distribuzione degli avvolgimenti (In futuro dedicheremo un capitolo apposito).  Possiamo acquistare cinque grandi categorie di piastre: Concentriche, Coassiali, Doppia D, Doppia O e Piastre speciali da Profondità. Per semplificare l’apprendimento questo paragrafo daremo una rapida occhiata solo alle più diffuse illustrate nell’immagine seguente.

Rispettivamente  da sinistra verso destra Doppia D, Concentrica e Doppia O.

Come nelle illustrazioni antecedenti, anche qui ritroviamo rappresentato con un alone bianco il campo elettromagnetico che queste bobine emettono e ricevono. Notiamo subito una grande differenza, la piastra di tipo concentrico (quella al centro) genera un campo di forma conica mentre le altre due generano un campo simile a quello della chiglia di una imbarcazione. Presto detto quindi che la tipologia di bobina e ovviamente la dimensione incidono sulla quantità di terreno che queste riescono ad analizzare. La concentrica difatti genere un cono molto più ampio rispetto alle altre due che assumono invece una forma di un cono schiacciato lungo lasse parallelo al braccio con quale teniamo il metal detector. (Se vi state chiedendo quale tipologia è migliore state sbagliando strada, nel mondo del detecting presto capirete che non esiste un meglio o un peggio ma bensì pro e contro.)

Tipologie Bobine

Ma cosa succede quando mettiamo queste bobine si un terreno ad altissima mineralizzazione? Ora che abbiamo le idee un pochino più chiare possiamo sintetizzare la mineralizzazione ad un segnale che va a sommarsi a quello del nostro target graficamente rappresentato nella figura successiva attraverso diagramma e nello specifico il segnale presente a sinistra e a destra della moneta da un euro quindi altri estremi del picco dovuto alla presenza del nostro target.

Siamo finalmente arrivati al nocciolo del discorso di quest’ultimo paragrafo. Semplicemente aumentando il contrasto del campo elettromagnetico dell’immagine precedente tutto appare (perlomeno dovrebbe) più chiaro.

L’area del campo elettromagnetico generato nella prima condizione (piastra doppia D), a forma di cono schiacciato investe dapprima il segnale della mineralizzazione per poi passare al target, generando quindi una repentina variazione di segnale, (Il principio di funzionamento di ogni cercametalli e dei filtri passa banda su descritti) analoga la situazione con la piastra doppia O.

La bobina concentrica invece in questa particolare condizione si trova in difficoltà, grazie alla sua abbondante capacità di scansione il terreno, il campo elettromagnetico investe sia il segnale generato dalla mineralizzazione sia quello del target. Come risultato otteniamo una variazione di segna inferiore.

Contrasto Segnale

Se siete stati pazienti ed attenti, e io capace di illustravi l’argomento, dovreste essere in grado di rispondere, concludendo voi stessi il capitolo, alle seguenti domande:

  • Ho due piastre doppia D, una da 8″ e una da 13″. Con quale devo spazzolare più lentamente?
  • Su terreno ad alta mineralizzazione è meglio usare una doppia D o una Concentrica?
  • Su terreno ad alta mineralizzazione è meglio usare una doppia D rotonda o Ellitica?

Vi aspetto con le risposte nei commenti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SPEDIZIONI RAPIDE

SPEDIAMO CON I MIGLIORI CORRIERI

ASSISTENZA CLIENTI

+39 0765 546298

Contatti

Domande? contattaci subito senza esitare.




Copyright © 2019 . All rights reserved.

È vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti e delle foto di questo sito.

Acquista